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HIV

20 luglio 2018

Venezuela, scarseggiano i medicinali ed il rischio è una epidemia di Hiv

Secondo i dati presentati dalla Società venezuelana di Infettivologia, il 70% dei bambini ai quali è stato diagnosticato il virus non viene curato. A lanciare l'Sos è stato un gruppo di medici ed attivisti venezuelani in occasione delle manifestazioni per il Gay Pride. La carenza di farmaci per il trattamento dell'Hiv rappresenta un rischio altissimo per tutti, infatti "Tutta la popolazione potrebbe essere a rischio", ha dichiarato Mario Comegna, rappresentante dell'organizzazione.

HIV

13 luglio 2018

Aids, tutti in allerta negli Anni 80 e 90: oggi troppo pochi i giovani che conoscono e valutano i rischi

C'è chi non ne ha mai sentito parlare e chi, pur conoscendo l'acronimo, ignora in parte o del tutto quali siano le modalità di trasmissione. I nati negli anni 2000 non sono cresciuti con la paura di poter contrarre l'infezione e di conseguenza, se non la ignora, quanto meno la sottovaluta. Lo spaccato emerge da un'indagine condotta dall'Associazione nazionale per la lotta contro l'Aids (Anlaids), che ha analizzato le risposte fornite da 12.685 studenti per indagare il grado di conoscenza della malattia. Nel 2017 i ragazzi che hanno dichiarato di non aver mai sentito parlare di Hiv ed Aids erano il 5,5% del totale. Ma più preoccupante è la quota di giovani non perfettamente in grado di esplicitare le modalità di trasmissione del virus e la strategia di prevenzione più efficace: il 20% e il 17% delle ragazze non ha infatti fornito risposte esaustive in merito all'utilizzo del preservativo.

HIV

6 luglio 2018

Positivo all'Hiv da 11 anni, aveva rapporti non protetti: "untore" arrestato ad Ancona

Aveva l'Hiv da undici anni, ma non l'aveva detto a nessuno. Nemmeno alla fidanzata con cui stava insieme da febbraio. E dal 2007 a oggi avrebbe avuto oltre 200 rapporti con donne e uomini, ora a rischio contagio. C. Pinti, un autotrasportatore di 36 anni, della provincia di Ancona, viaggiava in tutta Italia per lavoro. Ora “l'untore” che rifiuta le cure e l'esistenza della sua malattia, è in custodia cautelare a Montacuto (Ancona), in attesa di essere interrogato. L'accusa è quella di lesioni dolose gravissime ai danni della compagna che l'ha denunciato un mese fa, dopo essersi sottoposta ad analisi e aver scoperto il contagio. La donna è tornata a casa dai genitori e ha iniziato una terapia per tenere sotto controllo l'Hiv. Aveva l'Hiv da undici anni, ma non l'aveva detto a nessuno. Nemmeno alla fidanzata con cui stava insieme da febbraio. E dal 2007 a oggi avrebbe avuto oltre 200 rapporti con donne e uomini, ora a rischio contagio. C. Pinti, un autotrasportatore di 36 anni, della provincia di Ancona, viaggiava in tutta Italia per lavoro. Ora “l'untore” che rifiuta le cure e l'esistenza della sua malattia, è in custodia cautelare a Montacuto (Ancona), in attesa di essere interrogato. L'accusa è quella di lesioni dolose gravissime ai danni della compagna che l'ha denunciato un mese fa, dopo essersi sottoposta ad analisi e aver scoperto il contagio. La donna è tornata a casa dai genitori e ha iniziato una terapia per tenere sotto controllo l'Hiv. Aveva l'Hiv da undici anni, ma non l'aveva detto a nessuno. Nemmeno alla fidanzata con cui stava insieme da febbraio. E dal 2007 a oggi avrebbe avuto oltre 200 rapporti con donne e uomini, ora a rischio contagio. C. Pinti, un autotrasportatore di 36 anni, della provincia di Ancona, viaggiava in tutta Italia per lavoro. Ora “l'untore” che rifiuta le cure e l'esistenza della sua malattia, è in custodia cautelare a Montacuto (Ancona), in attesa di essere interrogato. L'accusa è quella di lesioni dolose gravissime ai danni della compagna che l'ha denunciato un mese fa, dopo essersi sottoposta ad analisi e aver scoperto il contagio. La donna è tornata a casa dai genitori e ha iniziato una terapia per tenere sotto controllo l'Hiv. Aveva l'Hiv da undici anni, ma non l'aveva detto a nessuno. Nemmeno alla fidanzata con cui stava insieme da febbraio. E dal 2007 a oggi avrebbe avuto oltre 200 rapporti con donne e uomini, ora a rischio contagio. C. Pinti, un autotrasportatore di 36 anni, della provincia di Ancona, viaggiava in tutta Italia per lavoro. Ora "l'untore" che rifiuta le cure e l'esistenza della sua malattia, è in custodia cautelare a Montacuto (Ancona), in attesa di essere interrogato. L'accusa è quella di lesioni dolose gravissime ai danni della compagna che l'ha denunciato un mese fa, dopo essersi sottoposta ad analisi e aver scoperto il contagio. La donna è tornata a casa dai genitori e ha iniziato una terapia per tenere sotto controllo l'Hiv.

HIV

29 giugno 2018

Sta bene il primo trapiantato di fegato da donatore Hiv-positivo

Ad un anno dal primo trapianto di fegato da donatore con infezione da Hiv in ricevente sieropositivo, eseguito all'Ospedale Niguarda di Milano dall'equipe diretta da Luciano De Carlis, "il paziente che ha ricevuto l'organo sta bene e conduce una vita normale". Il punto su questo innovativo intervento è stato fatto durante la scorsa, decima edizione dell'Italian Conference on Aids and Antiviral Research (ICAR), svoltasi a Roma a fine Maggio, dove sono stati presentati i risultati del follow up ad un anno dal trapianto. "L'urgenza del trapianto era dettata dal fatto che il ricevente era affetto da una forma recidivante di cancro del fegato che complicava una cirrosi da virus B e Delta, per il quale il trapianto rappresentava l'unica soluzione curativa. L'impiego di terapie antivirali e terapie immunosoppressive ha consentito un decorso regolare con un controllo del rigetto dell'infezione da Hiv ed una prevenzione dell'infezione da virus B e delta del paziente trapiantato", afferma Massimo Puoti, componente della Società italiana malattie infettive e tropicali (Simit), promotrice di Icar.

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